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cafisodi Carlotta Raimondo

Fare la ballerina, il cantante, l’attore: sono sogni che tanti di noi avevamo da piccoli e che nel tempo abbiamo chiuso in un cassetto. Ma qualcuno quel cassetto non l’ha mai chiuso e si è impegnato per realizzare il suo progetto. Questa è la storia di Francesco Cafiso, un ragazzo come tanti, che oggi, a soli 24 anni, è già iscritto nei manuali di storia della musica. Voleva fare il musicista e col suo sax e il suo jazz ha conquistato artisti di fama internazionale, che, non preoccupandosi della giovane età, lo hanno portato a vivere esperienze a cui tanti sono arrivati dopo anni di carriera. Noi di Teens siamo rimasti colpiti dalla sua semplicità e dal suo desiderio di fare della musica un dono da condividere: sembra che il successo non abbia cambiato quel ragazzino di nove anni che con occhi sognanti muoveva le dita sulle prime note.
Così lo abbiamo intervistato e, in diretta dalla Polinesia, ecco cosa ci scrive.

Francesco, tu hai iniziato già a nove anni la tua avventura nel mondo della musica insieme a grandi maestri. Com’è andata?
«Ho iniziato la mia avventura nel mondo della musica nel modo più spontaneo e naturale possibile, nonostante fossi piccolo. Ho avuto l’onore di suonare con musicisti di fama internazionale, calcare palcoscenici importanti, viaggiare tanto… Questo ha senza dubbio contribuito a farmi crescere più in fretta, musicalmente e umanamente; allo stesso tempo ero un ragazzino, con le necessità di un adolescente, la vita normale di uno studente, gli amici e i giochi. Questo ha fatto sì che io vivessi tutto, come del resto faccio anche adesso, con molta naturalezza».
Molti eventi ti hanno ospitato: le olimpiadi di Londra nel 2012 e i festeggiamenti in onore di Barack Obama a Washington DC sono solo alcuni dei tanti. Cosa ti ha dato l’incontro con persone di culture differenti, personalmente e a livello
musicale?
«Penso che la diversità sia ricchezza, in tutti gli ambiti. L’incontro con persone che hanno un retaggio culturale differente dal nostro è sicuramente occasione di crescita, di maturazione,possibilità di guardare il mondo con occhi nuovi. Tutto questo si riflette nella musica, che non ha barriere ed è per tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dall’età che si ha, dalla lingua che si parla».
Oggi siamo circondati da artisti che, a volte, ci sembrano solo esibizionisti in cerca di fama e successo. Come vivi il tuo
modo di essere in questo mondo?
«Purtroppo oggi viviamo in una società che ci propone valori sovvertiti, che scardina molti principi e in cui vale la logica del successo facile, senza che abbia alcuna importanza la strada che si percorre e i mezzi che si utilizzano per arrivare ad esso. Io vivo la mia vita e la mia musica secondo il mio modo di essere, la mia fede, i miei principi, senza scendere a compromessi con i modelli che il mondo propone.
Ritengo che il successo sia il frutto di sacrifici, di tanto studio, di caparbietà ed esperienza. Il mio obiettivo è crescere sempre di più per portare la mia musica nel mondo e farla conoscere a quanta più gente possibile».
Sappiamo che, oltre alle tournée in giro per il mondo, ti sei anche impegnato per la tua città, Vittoria, in Sicilia. Che
cosa fai in particolare e cosa ti ha mosso a dedicarti anche a questo?
«Da sette anni sono impegnato nell’organizzazione del Vittoria Jazz Festival in qualità di direttore artistico.
È un’iniziativa che va avanti ormai da tempo con grande successo e che ha un largo seguito. Per me quest’evento è occasione di promozione del jazz, un modo per fare conoscere
questo genere musicale, tacciato di elitarismo e di difficile comprensione,ai miei concittadini, alla mia provincia, alla Sicilia, terra che ha contribuito alla nascita e all'evoluzione di questa musica.
È un evento che attira gente di ogni età. Sono molti i giovani che, sempre più numerosi, partecipano ai concerti e ai seminari.
È anche una circostanza in cui i cittadini di Vittoria si incontrano per ascoltare buona musica, conoscere nuovi artisti di fama internazionale,bere del buon Cerasuolo».
Cosa diresti a ragazzi che vogliono seguire il tuo esempio?
«Ai giovani di oggi dico di individuare, dentro se stessi, la propria passione, le proprie inclinazioni e di fare il possibile per realizzare il proprio sogno. Non con la chimerica illusione di ottenere tutto subito, ma con sacrificio, con
sforzo, con lo studio, con duro lavoro, con fermezza ed entusiasmo».

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