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INTERVISTA DOPPIA alunna e professore

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- Come pensi dovrebbe essere il rapporto professore-alunni in classe?

Irene: Credo che dovrebbe esserci rispetto da parte di entrambi, con più comprensione per l’alunno da parte del docente e più fiducia nel professore da parte dell’alunno, così da creare un clima di reciproca intesa e collaborazione ed eliminare i pregiudizi che spesso noi studenti abbiamo nei confronti dei professori.

Prof. Davide: penso che l’elemento più importante sia la fiducia reciproca. Nelle esperienze che ho avuto fino ad oggi, ho toccato con mano che se si crea quel giusto mix di rispetto, ascolto, e cordialità, la didattica riesce molto meglio. La fiducia è lo spazio dell’apprendimento e dell’insegnamento. È in un ambiente didattico improntato alla fiducia che io, come professore, posso incrociare le grandi domande e le grandi sfide che ciascun ragazzo si porta con sé; ed è lo stesso meccanismo che permette agli studenti di vedere il professore come una persona che li può aiutare a crescere.

- Pensi che la tecnologia influenzerà positivamente o negativamente il modo di studiare?

Irene: Dipende dagli strumenti utilizzati. Credo che usare la LIM (lavagna interattiva multimediale) sia molto utile dal punto di vista dell’apprendimento, perché permette di usare elementi multimediali come foto o video durante la lezione, arricchendo, così, la spiegazione di un argomento. Se per tecnologie, però, si intendono i tablet, che in molte scuole sono già presenti al posto dei libri, il mio parere è negativo: solo la carta offre la possibilità di avere una memoria visiva, perché ogni pagina è diversa.

Prof. Davide: In linea generale può essere una grande occasione per la scuola. Allo stesso tempo vedo dei rischi poco valutati, anche dai formatori: innanzi tutto oggi abbiamo una grande difficoltà a gestire la fatica e i tempi lunghi che, tuttavia, sono ingredienti indispensabili alla crescita, al superamento delle difficoltà. In questo senso la tecnologia non aiuta, ci abitua ad avere tutto e subito. In secondo luogo penso che la tecnologia abbia una sorta di tendenza, come diceva il grande filosofo Heidegger, a essere uno strumento che si serve del suo padrone (l’uomo) trasformandolo in “schiavo. Se io come ragazzo non vedo l’ora di tornare a casa per giocare alla play 4, e non per stare in famiglia o parlare con qualcuno, si crea in me un meccanismo perverso. Bisogna dare alla tecnologia il suo ruolo, quello di essere un mezzo per raggiungere obiettivi. Infine occorre insegnare ai ragazzi a cercare informazioni su internet. Quello che troviamo sul web, come una volta la tv, sembra abbia una sorta di autorità indiscutibile, si impone con forza. Dobbiamo allora insegnare a essere critici, a vagliare tutto.

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- Vedi la scuola come un posto dove formare la cultura o più come un luogo dove si insegna un mestiere?

Irene: Credo che la scuola abbia il compito di educare in tutti e due gli ambiti: farci crescere nel sapere e nella cultura per formarci mentalmente, ma anche tirare fuori le nostre capacità e prepararci per il mestiere futuro.

Prof. Davide: La scuola è un momento unico e privilegiato, che non tornerà più, in cui crescere come persona a tutto tondo. Ci sono persone a tua disposizione per consentirti, non semplicemente

di avere un lavoro, ma soprattutto di avere consapevolezza, riconoscere quello che vuoi, non aver timore del futuro, impegnarti per il bene comune.

- Ritieni utile che durante l'anno scolastico si dedichino dei momenti per aiutare lo studente a capire meglio le proprie inclinazioni in vista delle scelte da fare una volta terminata la scuola?

Irene: Assolutamente sì, anche se ritengo che per ora, in questo campo, si potrebbe fare molto di più, almeno per quanto riguarda gli studenti che dalle medie devono passare alle superiori. Gli studenti hanno bisogno di sapere a cosa vanno incontro e devono essere ben informati sulle conseguenze della loro scelta.

Prof. Davide: possono essere buone occasioni, a patto che non si trasformi la scuola in quello che non è: un ufficio di collocamento. La scuola non “serve” per trovare lavoro. Penso che in questi ultimi decenni istituzioni, famiglie, docenti non abbiano chiarito abbastanza questo punto.

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- Quale pensi sia l'età giusta per la fine della scuola dell'obbligo?

Irene: Credo che l’età sancita dalla legge tuttora in vigore sia quella giusta: dopo due anni di scuola superiore hai già quel po’ di esperienza che serve per trovare un modesto impiego e sei comunque maturo e responsabile abbastanza per compiere le scelte giuste per il tuo futuro.

Prof. Davide: 16 anni, come è attualmente in Italia, può andare benissimo. Si può anche alzare a 18, come detto recentemente dal ministro Fedeli, ma non la ritengo una questione dirimente. Penso sia molto più importante riflettere sugli obiettivi della scuola.

- Cosa pensi della possibilità che viene offerta ora ai ragazzi di entrare in contatto con il mondo del lavoro già durante il periodo scolastico?

Irene: È, secondo me, un’ottima idea, perché aiuta i giovani a rendersi conto di cosa potrebbero fare in futuro finiti gli studi e li aiuta a scegliere il loro futuro mestiere con consapevolezza, facendo un’esperienza diretta.

Prof. Davide: può essere, anche in questo caso, una buona occasione, soprattutto nei professionali o negli istituti tecnici. Nel mondo del liceo può essere un esperimento interessante, ma ritengo che non debbano essere dedicate troppe ore. Ripeto, la scuola non è un ufficio di collocamento. Se riteniamo che la tragedia della disoccupazione giovanile sia dovuta alla scuola italiana (un’eccellenza per tanti aspetti in Europa e nel mondo, ovviamente con eccezioni) siamo fuori strada. Non è un caso che la questione del collegamento del mondo del lavoro con quello della scuola sia venuta fuori negli ultimi 20/10 anni. Quando il mondo industriale e lavorativo dava occasioni ai nostri ragazzi, la questione non si poneva. La scuola deve essere un periodo di formazione che mi permette anche di saper trovare lavoro, ma anche di sapermi muovere nel reale, di cercare la mia realizzazione.

- In un mondo che deve affrontare il tema dell'immigrazione, quanto pensi possa portare beneficio all'integrazione e alla conoscenza del diverso la presenza di studenti stranieri nelle classi?

Irene: Gli immigrati spesso vengono accolti nei paesi di arrivo da malcontento e pregiudizi, per questo credo che sia molto utile inserire nelle classi ragazzi stranieri, affinché gli alunni imparino a non provare odio e paura nei confronti del diverso e magari si arricchiscano anche con la conoscenza di cultura e tradizione dei compagni di altra nazionalità.

Prof. Davide: penso che la scuola debba essere il luogo privilegiato per vivere l’integrazione, per riconoscere la diversità come una ricchezza che mi realizza e non un mostro da cui avere paura. Certo, la scuola da sola non basta, occorre che anche la famiglia e la società civile trasmettano questi messaggi. Ma è vero che la scuola può essere fondamentale nell’educare alla ricerca dell’unità nella diversità.

Luigi Muraca, 16

 

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Gite scolastiche...

Ancora non si sa perché Domenico, il ragazzo morto una settimana fa in gita scolastica, abbia fatto quel volo dalla finestra dell’albergo. I suoi compagni di classe sono scioccati, non parlano, non vogliono raccontare quello che è successo. Si è già escluso che il ragazzo fosse ubriaco. Meno male.

Anche perché non è poi così strano che in gita ai ragazzi sia concesso di tutto.

Nessuna polemica per carità. Solo che anche noi, la terza a del liceo scientifico, fra le più “secchione” di tutta la scuola, un paio di anni fa abbiamo rischiato grosso.

Capitale europea, fine anno, la gioia di godersi l’ultima estate senza esami. Partimmo spensierati. I primi giorni ci imposero un regime serrato di sonno-veglia: Il nostro bus ci scarrozzava per mezza città e il resto del tempo bisognava camminare e camminare. L’ultima sera, un sabato, i professori ci lasciarono liberi di goderci il centro. Le ragazze andarono a fare un po’ di shopping. Guardavamo ammirati le locandine delle discoteche. Provammo a entrare in un pub ma ci sbatterono fuori: ci voleva la maggiore età. Avevamo due ripetenti in classe nostra, ci dissero di non preoccuparci. Decidemmo di festeggiare comunque quest’ultima sera di gita. Scegliemmo di andare in discoteca “scappando” dall’albergo. Il problema sarebbero stati gli insegnanti. Non tanto quello di storia quanto quella di italiano. Uno di noi disse che non voleva venire con noi. Un altro si accodò a lui. Non gli piaceva la musica, dissero. Uno dei due ripetenti, tuttavia, sentenziò: «Tranquillo non piace neanche a me quella musica, e comunque festeggeremo già prima in albergo. Si sa in discoteca non ci si diverte se non si va ubriachi».b_400_0_16777215_00_images_ragazzi_fumatori.jpg

Riuscimmo a procurarci da bere attraverso i nostri amici maggiorenni. Birra soprattutto ma anche rum e vodka perché costava poco. Ce le dividemmo negli zaini.

Rientrati in albergo nessuno sospettava nulla. Ci demmo appuntamento per dopo cena in camera nostra, la camera più lontana da quelle dei prof.

Cominciammo a bere birra. C’erano anche delle ragazze. Noi maschi partimmo con le gare. Un nostro amico riusciva a scolarsi una lattina di birra in un sorso. Noi ci tentammo ma la sputavamo ogni volta. La camera faceva già schifo. Chi era un po’ più sobrio tentava di pulire. Passammo ai super alcolici. La metà di noi stava già male. Ci finimmo il rum e la vodka. Un nostro amico da ubriaco si era trasformato e ci faceva troppo ridere. Uno a un certo punto impose il silenzio. Ci volle un po’, perché appena qualcuno smetteva di ridere, qualcun altro riprendeva ancora più forte. «Ho portato questa», disse. Era una bottiglia di whisky. «Questa ce la dobbiamo gustare». Feci per aprirla. «No no aspetta, questa merita anche un’altra cosa». Tirò fuori dalla tasca una bustina. «Porro», fece esultante. «Chi vuole provare?». Mi tirai indietro, non sopporto chi fuma. «Devi fare una bella tirata di canna e buttar giù il whisky». Non c’ero molto con la testa, ma ero preoccupato. Il mio amico obbedì. Diventò subito bianco. Gli altri continuarono a fumare. Si vedeva che stava poco bene. Si buttò in terra. «Lascialo riposare, non regge niente». Da terra cominciò a vomitare. Ci allarmammo. La stanza puzzava di fumo, alcol e vomito. Lo prendemmo di peso e lo portammo in bagno. Vomitò più volte. Stava male. Non ricordo tanto perché quel fumo mi faceva girare la testa. Le ragazze cominciarono a pulire, aprimmo le finestre per far uscire il fumo. A una certa ora le risate erano belle che finite. Quando tutti se ne andarono misi  il mio amico a letto. Ricordo che non riuscivo a dormire, mi girava la testa maledettamente e c’era una puzza infernale.

Appena il mio amico riuscì ad addormentarsi corsi in bagno a vomitare. Non so com’ero riuscito a resistere.

Il giorno dopo tentammo di svegliarci all’ora giusta ma facemmo un sacco tardi. I miei compagni rischiarono di perdere l’aereo per colpa nostra.

Il giorno dopo con grande nostra sorpresa io e il mio amico fummo convocati dal preside. Eravamo ancora “distrutti”. Ci fece sedere. Fummo sospesi, in maniera esemplare, per una settimana. L’albergo aveva multato la scuola per i danni che avevamo fatto e minacciava di procedere per vie legali a causa dell’uso di droga. I nostri genitori furono avvisati e io passai tutta l’estate in punizione, vergognandomi di quello che avevo fatto. Non dissi mai nulla: nomi di chi aveva fumato, di chi aveva comprato gli alcolici, di chi c’era in quella stanza. Il preside ci minacciò più e più volte. Per quella bravata, comunque, ci passammo in due. Alla fine dell’anno non fummo bocciati perché era evidente che la responsabilità era di tutta la classe, non solo nostra. Non so come andò fra la scuola e l’albergo. Sicuramente non ci denunciarono.

Nella nostra gita non c’è scappato il morto, per carità. Tuttavia provo un certo fastidio nel leggere la sorpresa di alcuni commentatori della storia di Domenico: non facciamo finta di non sapere come vanno queste gite.

Ora ho 22 anni, e la storia di Domenico non mi stupisce.

 

FC

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Al via il finale di scuola!

Siamo a Maggio, e manca meno di un mese alla fine della scuola. Per molti di noi questo vorrà dire vacanze sole e relax fino a settembre. Per altri esami, studio e stress a non finire!!!

Come possiamo fare a non esaurirci quest’ultimo mese? Come far fronte a 1000 interrogazioni finali?

Proviamo a darvi qualche consiglio:

  • Per non soffocare con troppe interrogazioni ravvicinate è necessaria un’ottima strategia di classe. Fatevi i turni per ogni materia tentando di unirvi il più possibile. I primi turni dateli a chi è bravo cosicché possiate imparare ascoltando le loro interrogazioni [ma non può essere così in tutte le materie!]. Insomma, non fate turni sbilanciati tra chi è troppo bravo e chi fa fatica.
  • Cercate di sfruttare le assemblee di classe per fare i turni e parlare coi prof.b_400_0_16777215_00_images_paura-orali.jpg
  • Tentate di far dialogare i professori fra loro. È una cosa che non gli piace fare ma 3 compiti in una giornata dovrebbe essere proibito!
  • Studiate il giusto e regolarmente: “fare una chiusa” il giorno prima dell’interrogazione è un rischio alto. Basta una serata no e addio! In matematica, per esempio, fate pochi esercizi ma spesso, confrontatevi fra di voi e chiedete che il prof. vi spieghi i problemi che non capite.
  • Nelle interrogazioni rispondete subito alla domanda. Poi se c’è tempo dite quello che sapete in più. Non fate il contrario. Se non sapete la risposta certe volte è meglio un chiaro: ”Non lo so” invece di tentare di arrampicarsi sugli specchi: il prof. vi farà un’altra domanda senza passare il turno.
  • Se vi è possibile tentate di “gestire” voi le interrogazioni. In un’interrogazione di italiano, per esempio, fate sempre riferimento ad altre opere dello stesso autore o ad altri scrittori. Il prof. ne sarà colpito e probabilmente sarà curioso di sapere il perché. Se siete fortunati saranno due domande in una!
  • Se siete abituati a passare i compiti con qualche aiuto – cosa utile sul momento ma non nel lungo periodo – provate a valutare se fare questi ultimi compiti senza bigliettini. Vi farà rendere conto delle vostre carenze e nel caso di esami a luglio potrete essere consapevoli di quanto dovete recuperare e integrare. [Se vi beccano coi bigliettini all’esame c’è il rischio che ve lo annullino e non crediamo che valga la pena rischiare].
  • Fate i compiti insieme e ripete preferibilmente a voce alta con qualche vostro amico. Preferite che vi ascolti una persona capace di comprendere quello che dite: i vostri compagni sono l’ideale perché sapranno correggervi.

Per l’esame                                                     

  • In preparazione dell’esame di maturità leggetevi i tototemi d’italiano: qualcuno lo azzeccano sempre. Leggete i giornali e informatevi sugli argomenti più attuali. Difficile che quest’anno non ci sia qualcosa legato all’immigrazione o al terrorismo e pluralità religiosa. Occhio a non andare mai fuori tema!
  • Per chi non l’ha ancora fatto è ora che dedichi un po’ di tempo all’elaborazione della tesina per l’esame. Sconsigliamo di inserirvi troppe materie: è una moda che certe volte rende l’esposizione confusa. Scegliete sempre un argomento che vi piace molto: quando emergerà la vostra passione sono sempre punti in più. Non fate un lavoro enorme però. All’esame di maturità, infatti, inizierete esponendo il vostro argomento: serve a sciogliervi la lingua, a diventare più sicuri. L’importante è far una bella impressione alla commissione.
  • Occhio ai collegamenti con la vostra tesina: i prof. vi potrebbero fare delle domande che ritengono legate all’argomento che avete portato all’esame. Per loro si potrebbe trattare di una domanda a cui voi saprete sicuramente rispondere, ma è la classica situazione in cui possono mettervi in difficoltà. Fatevi aiutare dai vostri prof. chiedendogli dei consigli.
  • Se non ve li hanno fatti fare pretendete che vi facciano fare delle simulazioni d’esame. In quelle di italiano, per esempio, vi renderete conto su quale tipo di tema converrà puntare: saggio breve, tema di storia, attualità o analisi del testo. Esercitatevi sulla terza prova: sono domande da fare in poche righe. Bisogna esercitarsi nella sintesi.
  • Prima dell’esame di maturità insistete affinché vi diano copia del programma svolto: sarete sicuri di quello che dovrete studiare per le interrogazioni. Leggetelo attentamente soprattutto nel caso di materia con professore esterno.

Francesco Carta

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Cambiamo la scuola. Affacciarsi nel mondo del lavoro

Ciao ragazzi! Ecco un nuovo capitolo della consultazione online di Teens sul progetto del Governo “Buona Scuola”.

Questa volta ci occupiamo del cap. 5: rapporto fra scuola e lavoro.

Il Governo sostanzialmente punta a creare un legame molto più stretto fra scuola e imprese per favorire l’occupazione giovanile. Come? Rendendo sistematici percorsi di didattica nelle aziende per tutti quanti i ragazzi delle superiori cioè un’alternanza fra lezioni a scuola e lezioni/stage nelle aziende.

Ecco le possibilità:

Alternanza obbligatoria

- Negli ultimi 3 anni degli Istituti tecnici alle lezioni a scuola si affiancheranno 200 ore nelle aziende

- Un anno in più di scuola-lavoro alle Professionali

 

Impresa didattica

La scuola si trasforma in una piccola azienda come accade per gli istituti agrari. Il guadagno ricavato dalla vendita dei beni o servizi prodotti potranno essere venduti e investiti in quella stessa scuola.

Bottega scuola

Inserimento dei ragazzi nelle reti di piccole imprese di artigianato locale per tramandare i “mestieri d’arte” del nostro Paese

Apprendistato sperimentale

Diffondere lo strumento di apprendistato negli ultimi due anni delle scuole superiori

Inoltre, ci sono altri tre provvedimenti:

  • Potenziamento dello strumento Erasmus +, favorendo quindi periodi di Scuola-Lavoro anche all’estero.
  • Potenziare e trasformare i laboratori delle scuole superiori anche attraverso l’acquisto di nuovi macchinari.
  • Prevista la realizzazione di uno “strumento di mappatura della domanda di competenze del nostro sistema Paese”, cioè una mappa per capire quali lavori si richiedono e verranno richiesti nei prossimi anni.alternanza_scuola_lavoro_0.jpg

Insomma, il Governo si impegna affinché le imprese entrino in gioco nell’istruzione di noi ragazzi in modo che, una volta che ci si forma, non ci lascino più e magari ci propongano un contratto di lavoro.

 

Sarà uno strumento efficace e fattibile? Qual è la vostra esperienza nei laboratori tecnici e professionali? Dite la vostra commentando sotto!

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Cambiamo la scuola. Quali materie studiare?

Abbiamo tempo fino al 15 novembre per cambiare la scuola! Si ragazzi, finalmente il Governo ci ha chiesto il nostro parere. Ed è tempo di darlo.

Teens b_400_0_16777215_00_images_scuola_disegno.jpgha deciso di mobilitare tutte le sue forze per comprendere punto per punto il progetto Buona Scuola, che contiene le linee guida per un rinnovamento dell’istruzione italiana, e poi elaborare insieme a tutti i lettori delle proposte concrete!

Nel prossimo numero della rivista troveranno spazio interviste ai parlamentari e approfondimenti importanti, nel Blog daremo il via a una GRANDISSIMA CONSULTAZIONE per cambiare la scuola come la vogliamo noi!

Oggi iniziamo con il capitolo “materie”, cioè l’offerta formativa. Il capitolo 4 del progetto del Governo Buona Scuola, è dedicato infatti a “ripensare ciò che si impara a scuola”.

Ecco le proposte:

2 ore di musica a settimana in IV e V elementare e potenziamento della storia dell’arte in tutte le scuole per «riportare la creatività in classe»

1 ora di educazione fisica dalla II alla V elementare «perché in Italia 1 bambino su 3 è in sovrappeso»

Più informatica «per introdurre competenze di coding (progettazione digitale)

Economia promossa a insegnamento dalla medie fino alle superiori «per combattere l’analfabetismo finanziario»

Potenziare la conoscenza delle lingue straniere «perché i ragazzi italiani sono pesantemente svantaggiati rispetto ai coetanei europei»

Punto su cui si insiste fortemente è anche il curriculum d’istituto. Permetterà di dare concretamente (esiste già in teoria) la possibilità ad ogni istituto di modellare la propria offerta formativa (cioè creare “un piano di materie”) ad hoc secondo le esigenze del territorio, della società in cui si trova ad operare. Così una scuola di Milano, sede della Borsa e della finanza italiana,  potrebbe potenzialmente inserire nel proprio curriculum più economia e finanza o una scuola di Firenze potenziare storia dell’arte e lingue per favorire il turismo.

Ora tocca voi ragazzi! Commentate sotto dicendoci che ne pensate della materie e delle formule proposte. Cosa migliorerete voi? Quali materie potenziereste?

Ricordatevi: insieme possiamo farci sentire!

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Scuola: Via al nuovo anno

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Sì ragazzi, si ricomincia.

Ormai siamo veramente agli sgoccioli, la prima campanella sta per suonare. C'è chi non vuole perdersi gli ultimi giorni di libertà e passa tutto il giorno al mare, c'è chi invece, già rassegnato, finisce i lunghissimi compiti delle vacanze.

È un passo duro, lo sappiamo. Ma ingraniamo la marcia e proviamo a prenderla con ottimismo: ci aspetta un nuovo anno ricco di novità e di sorprese. Avremo magari nuovi compagni di classe, impareremo nuove cose, ci scontreremo anche con nuove difficoltà. E lo faremo un anno più grandi.

Alla fine inizia pur sempre una nuova avventura. E un po' di emozione c'è!

Ma cosa si deve fare per cominciare bene l'anno scolastico? Ecco qualche suggerimento utile:

  • Non entrare il primo giorno scuri in volto e vestiti di nero come se si andasse a un funerale! Alla fine rivedrete anche amici che non vedete da mesi di vacanza.

  • Il primo giorno non fate i furboni, portatevi almeno un quaderno e una penna, magari il diario! Far arrabbiare i professori fin dal primo giorno, pretendendo di non fare nulla, non è il massimo per cominciare!

  • Non cadete però nell'estremo opposto: portarvi il primo giorno tutti i compiti fatti durante le vacanze vi potrebbe far odiare da tutti i vostri compagni di classe.

  • Capitolo libri: sappiamo benissimo come il loro acquisto sia diventato una spesa incredibile. Guardate in giro se vedete qualche occasione di un usato trattato bene. E se avete un fratello maggiore che ha conservato i libri chiedete al vostro professore se potete studiare dai suoi libri! Spesso sono anche migliori. In storia, filosia, scienze, italiano, non ci dovrebbero essere problemi (la Divina Commedia per esempio: se ce l'avete in casachiedete se va bene)

    Comprare online libri e materiale per la cancelleria può essere vantaggioso.

  • Ma quanto costano i diari? Guardate se quello dell'anno scorso arriva fino a dicembre e usate quello per il momento. Fra un mese i diari costeranno la metà!

  • Riprendete da subito le vostre attività (sport, lezioni di musica...) in modo da vincere la noia dei primi giorni.

  • Se nel pomeriggio il tempo è bello una bella passeggiata o un salto in spiaggia non sono vietati eh!

 

Per il resto ragazzi ci vuole una bella dose di pazienza e tanto ottimismo! Coraggio e buon anno scolastico!  

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Esami di riparazione: i consigli di Teens

Ultimi giorni di vacanza... ancora tanta voglia di mare, sport e libertà!

Ma si deve ricominciare. E allora un bell'"UFF" e via con i compiti delle vacanze. Prediamola così: possono essere utili per non subire un trauma troppo violento quando si rimetterà piede a scuola.

Per alcuni lo stress però inizia in anticipo. Inizi di settembre uguale esami di riparazione.

Esami odiosi e noiosi, ma importanti per cominciare al pari degli altri, e magari darsi uno scossone per il prossimo anno scolastico.

Nell'augurarvi il nostro personale "In bocca al lupo" vi diamo alcuni consigli sul come prepararvi ad affrontarli:

  1. Non stressatevi troppo! Gli esami affrontati con calma sono sempre quelli che riescono meglio. Se sentite che state per entrare in pallone fermatevi, chiudete gli occhi e fate due bei respiri per schiarirvi le idee.

  2. Può essere utile fare un piano che vi imponga di studiare un certo tanto al giorno: soprattutto ora che siamo agli sgoccioli.

  3. esamidirecupero2.jpegFatevi aiutare da qualche vostro compagno di classe. Se siete stati rimandati in latino, fisica o matematica anche fare i compiti delle vacanze è ok (e poi due piccioni con una fava!). Farli con un amico può essere utile a entrambi: anche il vostro compagno arricchirà la sua preparazione!
  4. Nelle materie orali come storia, italiano, filosofia o scienze leggete una materia per volta e ripetete di frequente a seconda della vostra memoria. Per un capitolo suddiviso in paragrafi può essere utile leggere e ripetere ciascun paragrafo e alla fine organizzare un discorso generale. Farsi ascoltare o farsi interrogare da qualcuno che conosce gli argomenti può essere utilissimo.

  5. Nelle lingue è ancor più importante ripetere gli argomenti con qualcuno che sappia correggervi. Nel caso dell'inglese non scordatevi di acquisire familiarità con la lingua guardandovi qualche cartone animato o qualche film sottotitolato in italiano.

Seguite questi buoni consigli e fateci sapere!

Se avete altri assi nella manica da suggerire agli altri scriveteli nei commenti in basso.

E ancora...In Bocca Al Lupo!

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MSAC: la rivoluzione tra i banchi di scuola comincia da TE!

di Carlotta Raimondo

Avete già letto l'articolo a pag.12 di Teens? Ecco l'intervista integrale a Elena Poser (MSAC)

È il 19 Aprile 2013 quando, entrata al Palaterme di Fiuggi, mi trovo davanti a 1500 ragazzi di tutta Italia che cantano allegri tra gli abbracci di chi si rivede dopo parecchio e i sorrisi di coloro che si conoscono in quel momento con un timida, ancora per poco, stretta di mano.

Leggi tutto...

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Scuola e cyberbullismo

cyber1a cura della redazione

Per ogni scuola ormai viene creata in Rete la pagina spotted, dove i maldicenti possono pubblicare dicerie e cattiverie, per lo più false, su studenti e professori, avendo la garanzia dell’anonimato. È una forma di vigliaccheria gratuita che produce e moltiplica rabbia, frustrazione, ritorsioni, odio.

Clicca qui per leggere l'articolo. E' successo anche a voi?

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