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OGM made in USA? No grazie

Su ormoni, antibiotici e OGM gli USA sono molto più permissivi rispetto all’UE. Un trattato commerciale chiamato TTIP, la cui approvazione è stata posticipata al 2015, potrebbe portare sulle nostre tavole questi prodotti. Vi presentiamo l’opinione di una nostra lettrice, contraria a questo tipo di prodotti e soprattutto agli OGM.

 

 

Pollo trattato con il cloro? Bistecche con gli ormoni? OGM?

Ce li potremmo trovare nei nostri piatti o nei supermercati senza saperlo, se passerà il TTIP, che, in sintesi, sarebbe il trattato fra UE e Usa che permette ai venditori il libero scambio di vari prodotti tra cui gli  OGM.b_400_0_16777215_00_images_OGM.jpg

Cosa sono? Organismi Geneticamente Modificati, detto tra noi dei  Frankenstein vegetali, perché frutto di vari esperimenti e cambiamenti di DNA… cose da matti!!

L’uomo ha il diritto di modificare l’equilibrata produzione naturale intervenendo sul DNA degli esseri viventi? È questa la domanda che sempre ci si pone di fronte a queste tematiche.

Molti pensano che gli OGM siano un bene, che siano più sicuri o addirittura che  servano per eliminare sempre di più l’ uso di fertilizzanti chimici… ma non è affatto così!!!!

Per fare un esempio. Il mais che mangiamo è già OGM. I semi infatti sono stati selezionati in laboratorio perché quella determinata specie di mais è quella che cresce più rapidamente. Ma così non si rispettano i cicli della natura e i terreni si impoveriscono molto più velocemente rispetto al passato. L’uso, quindi, di fertilizzanti è diventata una costante nelle campagne di tutto il mondo e anche in quelle italiane. Ma è giusto questo?

Se passerà il TTIP noi non sapremmo più cosa stiamo per mangiare,  perché negli USA,  finché non è stato provato che un  determinato cibo sia scientificamente nocivo,  si continua a vendere senza alcun obbligo di scriverlo in etichetta. E questo contrasta con le leggi europee che invece garantisce al consumatore una maggiore informazione.

Qui sta il problema dell’accordo: Gli USA saranno pronti ad accettare la legislazione più restrittiva europea o saremo noi ad adeguarci ai loro prodotti?

Molti contadini italiani sono contrari al TTPI e io credo giustamente. Gli OGM secondo me sarebbero da vietare in tutto il mondo. Il nostro pianeta è perfetto così. Perché portarlo alla rovina solo perché vogliamo crederci i padroni della “selezione naturale”?

 

Samira Polizzano

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Tutti in coda per l'iPhone 6

Il nuovo “melafonino” è arrivato finalmente anche in Italia! Abbiamo dovuto aspettare una settimana dopo l’uscita ufficiale del 19 settembre in 9 diversi paesi: Australia, Canada, Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Singapore e Regno Unito. Le porte degli Apple Store si sono aperte e hanno rivelato due nuovi gioielli: iPhone 6 e iPhone 6 plus.

Centinaia di persone si sono accampate ieri notte davanti agli Apple Store di tutta Italia per poter essere i primi ad acquistare questa nuova versione dell’iPhone: una vera e propria marea di gente che ha affollato centri commerciali e piazze!

E già Apple sforna i suoi primi dati: entro la fine dell’anno l’iPhone 6 raggiungerà i 115 paesi!!!

Ma quale dei due iPhone venderà di più?b_400_0_16777215_00_images_iPhone6.jpg

Secondo alcuni dati statistici sta andando a ruba il più costoso: il plus. I commenti dei clienti sono: «Al momento della scelta nessun dubbio: Il Plus». Oppure: «A mio parere non c'è un telefono migliore sul mercato». O ancora: «Ha tutto quello che uno smartphone deve avere".

I protagonisti

Ginevra, ormai diventata la più grande fan italiana della Apple, è stata la prima cliente ad acquistare il nuovo cellulare in Italia. Spiega che ha dovuto vendere “il vecchio” per poter, con il ricavato, comprare l’iPhone 6 plus. È stata ben 24 ore in fila davanti al negozio per poter acquistare per prima il nuovo smartphone e ieri mattina alle 8 ha realizzato il suo sogno!

Il sogno infranto di un giovane australiano

E una volta usciti dal negozio? I giornalisti chiedono di poter vedere il cellulare e i clienti sono pronti a dire: «Facciamolo, ma con attenzione. Di solito casca a terra». E proprio questo è successo in Australia ad un ragazzo che ha comprato il nuovo iPhone 6 e ha provato il “crash test” involontario facendolo cadere all’apertura della scatola! (guarda il video)

Sorgono domande…

Ora il problema che ci poniamo è: vale la pena aspettare 1 giorno intero davanti a un negozio per acquistare un nuovo prodotto?

Perché fare questo? Così da sentirsi realizzati? Perché è importante aggiornarsi in ambito tecnologico? È una cosa da fare almeno una volta nella vita? Perché va semplicemente di moda?

E voi avreste fatto la fila per acquistare il nuovo iPhone o no? O… l’avete già fatto e ci leggete in quello schermo???

 

Marco d’Ercole

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Il coraggio di non arrendersi

Fonte: www.cittanuova.it

NickVujicic.jpgOggi parliamo di una storia vera. Nick Vujicic ha 32 anni, vive in Australia, e fin dalla nascita non ha né braccia né gambe, ma solo due piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Nonostante tutto ciò, è riuscito a trasformare le sue difficoltà in ricchezze.

 

Ha imparato a scrivere, ad usare il computer, lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d'acqua. Nick viaggia per tutto il mondo incontrando i ragazzi nelle scuole, mostrando ciò che sa fare e parlando della sua vita. Le persone che lo incontrano lo ricordano per il suo sorriso.

 

Eccolo "a lezioni di vita" con i suoi ragazzi:

https://www.youtube.com/watch?v=mzeeDjFanCU&feature=youtu.be

 

 

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Quanto siamo europei?

Dopo i "Buongiorno" di questa settimana in cui vi proponevano le mete per una vacanza nelle più belle città europee, vi regaliamo un altro inserto dal n. 4 di Teens: un test per vedere quanto siamo veramente europei!

Divertitevi: nove domande e quattro profili. Sarete giovani informati e impegnati? Non informati ma impegnati? Informati ma non impegnati? O non informati e non impegnati? Scopritelo!

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La formula per essere uomini-mondo

b_400_0_16777215_00_images_cantiere0.jpgProvate a mettere insieme 500 ragazzi, provenienti da 20 Paesi diversi, un pizzico di internazionalità, O’Higgins (una cittadella nella pampa argentina), 6 traduzioni, alcune ore di fuso orario e boom! Benvenuti al Cantiere uomo-mondo!
Sono questi alcuni degli ingredienti che hanno permesso a ragazzi di tutto il mondo di riflettere su quale possa essere la “formula” che permette di progettare e sperimentare dal vivo come essere uomini e donne di oggi pronti a costruire un mondo più unito, come essere cioè uomini-mondo.

Dal 14 al 19 luglio si è svolto questo laboratorio, i protagonisti siamo noi, i Ragazzi per l’unità, adolescenti che vogliamo cambiare il mondo partendo da noi stessi. Siamo giunti con tanti obiettivi, ma soprattutto ognuno con la propria cultura, le proprie tradizioni, i propri valori, segreti e sfide. Tanti i momenti di scambio, di comunione, di confronto fra noi. Talvolta in piccoli gruppi, spesso spontanei, altre volte tutti insieme in plenaria. Alcuni esperti ci hanno aiutato a capire come superare i nostri momenti di crisi, come effettuare le scelte della vita. Beh, è chiaro che la vita di tutti i giorni non è facile e per viverla come ci siamo proposti al nostro cantiere, ci vuole un elemento fondamentale, un po’ di sana pazzia.
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Dal giornalismo alle danze folcloristiche, dalla politica all’ecologia, dal teatro al bullismo. Oltre 10 workshop in cui ci siamo potuti cimentare in base ai nostri interessi: questi giorni ci hanno permesso di guardare il mondo con occhi diversi! Sì, abbiamo messo lenti nuove. L’amore tra noi e per gli altri ci ha fatto cambiare la prospettiva ed il nostro raggio d’azione non è più lo stesso, ora è senza confini.

Il nostro laboratorio ha permesso di scoprire anche le giuste combinazioni tra gli elementi che formano il nostro essere uomini-mondo: amore e perdono che danno la possibilità di ricominciare; dono più accoglienza che generano reciprocità; e poi la felicità di condividere che ci ha permesso di vivere una settimana all’insegna dell’unità e della fraternità.

Sì, adesso possiamo dire che la “formula” per essere uomini-mondo potrebbe essere scritta così: - egoismo, più amore, per tutti, ricominciando sempre… ragazzi, provate con noi!

Una “formula” che può essere arricchita con i propri doni e i propri talenti: noi li abbiamo condivisi durante una “Expo dei popoli”, occasione per giocare assieme, degustare i prodotti tipici locali, conoscere le danze e le canzoni tradizionali, una vera festa all’insegna di quelli che abbiamo definito i nostri “mondiali della fraternità”.

b_400_0_16777215_00_images_cantiere2.jpgMa il Cantiere non è finito. Dal 20 al 28 luglio è in atto la fase due del nostro progetto con dei veri e propri gemellaggi tra nazioni e città diverse: i francesi sono andati a Belem in Brasile, gli statunitensi in Messico, gli irlandesi in Paraguay, gli italiani in Argentina (a Mendoza, Salta e Cordoba) e in Brasile. Stiamo prestando il nostro servizio in tante attività sociali, stiamo sistemato scuole, dipingendo aule. Abbiamo conosciuto alcune comunità indigene. Abbiamo incontrato questi popoli, così diversi, talvolta tanto poveri, ma ricchi di valori e tradizioni.

 

 Sulla pagina Facebook del Cantiere Uomo-mondo potrete seguire le diverse tappe della seconda fase attraverso le nostre foto.

 

A cura di Tiziana Nicastro

 

 

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Il festival dei 2 mondi di Spoleto

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Spoleto accoglie ogni anno all'inizio dell’estate tantissimi artisti che giungono da tutto il mondo per partecipare al suo festival: una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura, spettacolo e soprattutto teatro.

Quest’anno si è tenuta dal 27 giugno al 13 luglio e ha visto esibirsi tanti artisti importanti del mondo del teatro quali Franca Valeri, Sarah Kane, Isabelle Huppert, Luca Barbareschi e A.R. Gurney.

b_400_0_16777215_00_images_spoleto-pg-teatro-romano.jpgMa come mai Spoleto è stata scelta come città del teatro? Nella piccola città il teatro è sempre stato considerato protagonista. Ne sono rimasti segni nella Spoleto romana, nella Spoleto medievale, rinascimentale, barocca e neoclassica, che si sono arricchite, nel corso dei secoli, di numerosi spazi scenici: l’Anfiteatro principale, un secondo anfiteatro sul quale oggi sorge il complesso agostiniano di S. Nicolò, il Teatro Romano, il Caio Melisso, e, ancora, il teatrino di legno e l’ottocentesco Teatro Nuovo.

L’intera città è come un palcoscenico in cui viene esaltato il teatrale elemento “sorpresa”. Una città con i fondali di magnifici palazzi gentilizi che lasciano spazio improvvisamente a lunghe e strette vie in salita tra quinte di case medievali e piazze originali per le loro prospettive e la loro asimmetria.

Una città-teatro, dove gli ospiti si sentiranno non solo spettatori, ma anche attori di un’emozione speciale, fatta di natura, architettura, cultura.

Marco d'Ercole

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Rispondiamo alla crisi

125569651520086251del Gruppo Ragazzi di Quezzi

a proposito del tema della crisi economico-sociale

Ciao, siamo il Gruppo Ragazzi di Quezzi (Genova); siamo in 12 ed abbiamo tra i 13 ed i 18 anni.
Parlando tra noi, ci siamo accorti di avere molte domande sul tema della crisi; allora abbiamo chiamato degli esperti in materia per chiarire i nostri dubbi: Luca Cantamessa, uno studente di economia, e Rebeca Gomez, un avvocato impegnato nel progetto Economia di Comunione Giovani.
Rebeca e Luca hanno risposto ai nostri quesiti, chiarendoci l’origine della crisi e suggerendoci ciò che noi possiamo fare nel nostro piccolo per affrontare questa situazione.

Leggi tutto...

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Teens News

siria

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