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In silenzio

Fonte: Città Nuova

 

La ricerca della felicità di molti, troppi, migranti si spegne davanti ai nostri occhi, nelle coste di un Mediterraneo sempre più rosso. Naufraghi, disperati, corpi, identità perdute. Prima delle analisi, degli approfondimenti e delle riflessioni, che è giusto e doveroso fare, fermiamoci un attimo, in silenzio. Ecco il breve e toccante articolo di Flavia Cerino. 

 

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700 morti sono davvero molti. Il numero ancora deve essere confermato ma secondo alcuni superstiti le persone decedute al largo della Libia potrebbero essere anche 950. La più grave tragedia in mare mai accaduta.

Le nostre parole oggi si trasformano in silenzio. Non per unirci al freddo silenzio della morte ma solo per rispettare l’immane sofferenza che dalle sponde del Mediterraneo arriva fino al cuore dell’Africa e poi della Siria, dell’Iraq e di tutti i posti da cui si fugge per evitare di morire, per cercare speranza.

Le nostre valutazioni su questo terribile traffico via mare le abbiamo già fatte e scritte tutte, da anni.

Oggi restiamo in silenzio. In preghiera.

 Flavia Cerino

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iWatch, l'ultima frontiera Apple: è davvero così utile?

Era il 1976 quando Steve Jobs nella grande e speranzosa California fondò quella che oggi rappresenta una delle più ricche industrie elettroniche al mondo. In questi ultimi giorni è stata annunciata l'uscita dell'ultima avanguardia prodotta proprio da questa industria, la "Apple Inc". Nel luglio 2014 a Cupertino, in California (sede attuale) è iniziata la progettazione di un orologio innovativo sotto tutti i punti di vista. L'Apple Watch, il primo orologio intelligente. Non c'è dubbio che per Apple si tratti di una rivoluzione completa e di uno straordinario passo tecnologico in avanti, dal momento che non solo è la massima espressione del progetto di Jobs ma al tempo stesso il primo passo della nuova era senza di lui. Sottile, leggerissimo, elegante e con le sue vastissime capacità è un geniale computer portatile. Lo metti al polso, quando vuoi tiri su la manica ed eccolo lì, pronto per fornirti l'ora ed enormi possibilità di scelta interattive. Ancora più efficace se si hanno altri accessori Apple! Ma le domande che ci sono sorte spontanee sono: Può davvero fare la differenza? È davvero utile anche senza collegarlo alle altre invenzioni Apple? Si possono gestire file o mail con uno screen così piccolo?  b_400_0_16777215_00_images_Apple_Watch.png

In effetti è risultato subito chiaro il legame con l’iPhone. Hai il cellulare in tasca e comodamente dal polso puoi controllare le notifiche che ti arrivano senza bisogno di prendere in mano il tuo iPhone. Non male. Ma se voglio rispondere a un messaggio? L’azienda di Cupertino ha trovato una soluzione: risposte preimpostate oppure dettatura. Ci sono un po’ di dubbi, ma se funzionerà ce lo potrà dire solo l’esperienza. Ottima la soluzione trovata per rispondere alle chiamate. Infatti si può fare tutto dall’iWatch che nasce con microfoni e speaker integrati. Fatto sta che ci si dovrà abituare a vedere persone che parlano con il proprio orologio! Ma ce la faremo, come siamo riusciti a non guardare male le persone che sembravano passeggiare e parlare da sole quando invece avevano un piccolo auricolare bluetooth all’orecchio.

Una delle funzioni su cui tanto ha puntato la Apple è quella della salute. Grazie all’orologio si potrà controllare il battito cardiaco per esempio e usarlo in generale con tutte le app che permettono di tenere d’occhio i più importanti parametri fisiologici. In questo modo il tuo orologio diventerà il tuo personal trainer. E non solo ti conterà i passi e le calorie che bruci ma ti potrà pure dire quando sarà il momento di sgranchirti le gambe. 

Ci si potrebbe chiedere se davvero è uno strumento necessario. Ma per la Apple è sempre stata una domanda trabocchetto: ormai non si risponde più a un bisogno ma si crea la necessità. È successo con gli smartphone (chi dice più che il cellulare serve solo per chiamare e mandare messaggi?) è successo con l’Ipad (chi avrebbe detto che avremmo avuto bisogno di un tablet dopo che possedevamo un cellulare, un computer fisso e un notebook?). Insomma, l’iwatch diventerà il nostro nuovo bisogno? Diteci la vostra!

  

Edoardo, Angelo, Francesco, Dario e Luigi

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Una politica che non fa paura: Noi Giovani impegnati per la fraternità universale

Un’ondata di ottimismo ci ha colpito ieri mattina partecipando all’incontro promosso dal Movimento Politico per l’Unità dal titolo “Fraternità in Cammino”.

L’occasione è stata data dalle celebrazioni in ricordo del settimo anniversario di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, che aveva intuito l’importanza dei giovani nel fare politica, nel vivere attivamente la fraternità universale.

L’auletta dei gruppi, nel cuore di Montecitorio, si è così riempita di più di 300 giovani provenienti da tutto il mondo che hanno testimoniato le azioni di forte solidarietà fatte dai Giovani per il Mondo Unito in aiuto delle zone più in difficoltà degli ultimi anni. Sono state commoventi le storie dei ragazzi libanesi, che si sono impegnati nell’accoglienzadei profughi siriani durante la guerra civile, oppure il racconto di Abraham dal Messico che ha testimoniato l’impegno dei giovani contro la corruzione e il narcotraffico, o ancora la testimonianza dalle Filippine in cui i giovani si sono rimboccati le maniche per ricostruire un paese distrutto dallo tsunami.

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L’ideale del Movimento politico per l’Unità è forte, e si basa sulla Regola d’oro: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”. «Non perdete mai il vostro ideale» sollecita il prof. Luigino Bruni. E continua: «Il cambiamento è sempre dato da singole personalità carismatiche: Gandhi era uno solo, poi l’hanno seguito in migliaia... » 

«Appropriatevi della politica», incita Laura Boldrini «è una grande scelta di responsabilità e noi abbiamo bisogno di giovani che volino alto, che si occupino della cosa pubblica con questi ideali». 

L’invito è forte, il compito è impegnativo. Ogni testimonianza, ogni dialogo con i politici e i professori presenti ha sottolineato l’importanza del progettare, di fare insieme. Noi giovani siamo davvero il motore del cambiamento!

La mattina si conclude con la lettura dell’appello di United World Project, la prima pietra per dire attivamente che i Giovani per un Mondo Unito ci sono e vogliono provare a dare il loro contributo.

«Come si fa a non condividere questi punti?», si chiede a caldo un parlamentare in conclusione.

Diminuire il divario fra ricchi e poveri, combattere la corruzione, ridurre i finanziamenti pubblici agli armamenti sostenendo una nuova distribuzione delle risorse, rivedere i modelli di governance nelle politiche economiche e finanziarie riconducendo l’economia a mezzi e non fini dell’agire umano, favorire l’istruzione.

Questi sono solo alcuni punti di un appello, di un progetto a cui anche tu puoi partecipare.

Basta cliccare qui http://www.unitedworldproject.org/it/petizione.html

Vuoi saperne di più? Clicca qui per il testo integrale dell’appello e guarda il video su https://vimeo.com/121448230

 

Francesco Carta 

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Decidere di credere nella pace con l'esempio di Oslo

A Copenaghen, in Danimarca,  sono stati sparati decine di colpi contro un centro culturale dove si stava tenendo un dibattito sull’ Islam e la libertà d’ espressione. Oltre alle varie autorità era presente il discusso vignettista svedese Lars Vilk, autore di diverse caricature di Maometto rappresentato come un cane randagio, già sotto la protezione della polizia perché minacciato di morte.

Il centro culturale e la sinagoga, dove è stato ucciso un uomo ebreo, sono presidiati dalla polizia.

Qual è stata la reazione nel mondo?

Il 21 febbraio più di mille musulmani si sono presi per mano e hanno deciso di formare una catena umana attorno alla sinagoga a Oslo, in Norvegia , per simboleggiare la protezione della comunità ebraica e per condannare la sparatoria del 14-15 avvenuta a Copenaghen.b_400_0_16777215_00_images_catena_pace_Oslo.jpg

È bello vedere come tutti insieme si può dimostrare che, anche tra diverse religioni,  l’unica regola più importante è amare il fratello e mostrare a tutti che non è corretto un atto di così tanta crudeltà nei confronti di altre credenze.

Non bisogna abbattersi di fronte alle difficoltà del mondo e alle differenze, ma bisogna lottare per cercare di creare quel legame di pace e di rispetto reciproco tra noi e l’altro.

Non è facile, in questi periodi, prendersi per mano e decidere di credere, tutti insieme, che la pace sia possibile,  ma loro ci sono riusciti e lo hanno fatto vedere al mondo… ma adesso sta a noi diffonderla e credere in questo ideale di fraternità.

 

Abbiamo la possibilità di contribuire al cambiamento e allora… ci state a farlo tutti insieme?!?!!!! 

 

 

Samira Polizzano

 

 

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Oscar 2015: il bilancio di Teens

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Attesissimi anche quest’anno gli Oscar 2015 come sempre si sono svolti a Holliwood (Los Angeles) nella bellissima location del Dolby theatre il 22 febbraio 2015. A condurre la serata abbiamo visto per la prima volta agli Oscar, Neil Patric Harris, personaggio simpaticissimo che con le sue battute ha mantenuto “sveglio”, tutto il pubblico, sia a casa che in teatro. Tanto apprezzati, gli ospiti, come la cantante Lady Gaga, che ha omaggiato Julie Andrews con un’energica performance.

La serata si è aperta con un esibizione del presentatore Harris in pieno stile broadway in cui ha raccontato la magia del cinema, hanno partecipato all’esibizione anche Anna Kendrick e Jack Black.

I film ad aver preso più statuette sono stati Birdman e The Grand Budapest Hotel che hanno ricevuto 4 statuette.b_400_0_16777215_00_images_birdman-movie.jpg

Milena Canonero è stata l’unica italiana ad essere stata nominata e poi ad aver vinto l’Oscar, premiata per i migliori costumi. Quest’anno lei ha rappresentato il nostro paese, e tutta l’Italia è stata unita tifando per lei. Il film per cui ha lavorato (The Grand Budapest Hotel) le ha fatto vincere il suo 4° Oscar.

L’Oscar al miglior film è andato a Birdman, non tutti sono stati d accordo su questo premio, perché molti preferivano il The Grand Budapest Hotel, ma sicuramente ha meritato. La sua trama avrà sicuramente contribuito a questa vittoria perché è un film che parla anche di Holliwood e ai giudici dell’Accademy piace quando si parla del loro famoso quartiere.

L’Oscar al migliore attore protagonista è andato a Eddie Redmayne, che abbiamo visto recitare ne La Teoria Del Tutto, meritatissimo per lui questo premio il quale ha dovuto mettersi nei panni dello scienziato Sthepen Hawking affetto dalla malattia del motoneurone che non gli permette di muoversi. Durante il suo discorso si è emozionato tanto, forse la persona che si è commossa di piu agli Oscar di quest’anno. Ha detto che lui il premio lo custodisce, ma è di tutti noi, in particolare di chi combatte la SLA.

Invece l’Oscar alla migliore attrice è andato a Julianne Moore, che è stata protagonista nel film Still Alice, anche lei emozionatissima, ha dedicato il premio in particolare a chi soffre per l’ Alzheimer. Ha fatto i complimenti anche a tutte le altre attrici, e ha detto a tutti i ragazzi di seguire i propri sogni, anche quando c’è qualcuno che ti dice che non riuscirai a realizzarli, non bisogna fermarsi.

Alejandro González Iñárritu ha ricevuto l’Oscar miglior regista per Birdman, ha ringraziato tutto il suo paese (il messico), e ha rivolto un messaggio a loro, pregando perché si riesca a ricostruire un buon governo, e perché tutti gli immigrati abbiano gli stessi diritti e la stessa dignità.

Due interventi molto commoventi sono stati quello di Patricia Arquette, vincitrice per migliore attrice non protagonista in Boyhood, che ha difeso i diritti delle donne, e quello di Graham Moore, vincitore del premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per The Imitation Game. Ha colpito la platea parlando della sua vita, dicendo che a 16 anni ha cercato di suicidarsi, e invece quest’anno ha vinto l’Oscar. Lui ha dedicato questo premio a qualsiasi ragazzo che si senta “strano”, e si senta appartenente a nessun luogo. In realtà invece, non è così, dice, bisogna essere strani, bisogna rimanere diversi, e quando sarà il proprio turno, saremo su quel palco, a tramandare questo messaggio.

Davvero belli i discorsi della notte degli Oscar, davvero bello il programma piu visto in tutto il mondo.

E voi che ne pensate? Hanno vinto i film che tifavate? Quale preferite?

 

 

 

 

Marco D’Ercole

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Kayla Mueller: l'ultima lettera prima di morire in Siria, nelle mani dell'Isis

La famiglia di Kayla Mueller – la volontaria 26enne statunitense morta mentre era ostaggio dell’ISIS, in circostanze ancora da chiarire (l’ISIS asserisce che sia morta durante i bombardamenti della Giordania ma secondo alcuni esperti Mueller era già stata uccisa) – ha pubblicato una sua lettera ricevuta nel 2014. L'intelligence americana è convinta che Kayla Mueller sia stata data come sposa a un combattente dello Stato islamico. Ad affermarlo laCbs. Kayla aveva 26 anni, veniva dall’Arizona, era andata in Siria con l’organizzazione internazionale umanitaria “Support to Life” ed era stata sequestrata nell’agosto del 2013 mentre lavorava in un ospedale di Medici Senza Frontiere. Pochi mesi dopo il sequestro la sua famiglia aveva ricevuto un video che dimostrava che Mueller era ancora in vita: indossava un hijab e chiedeva aiuto. Kayla Mueller è la quarta persona americana morta mentre era ostaggio dell’ISIS dall’agosto del 2013. Era anche l’unico cittadino statunitense rimasto in mano al gruppo islamista; il suo nome non era stato reso pubblico in precedenza su richiesta della famiglia e dell’FBI.
Di seguito, la lettera che Mueller aveva scritto alla sua famiglia, una lettera di grande umanità, in cui esprime la sua paura umana, e il coraggio che le viene da Dio, ma anche la preoccupazione per i propri cari e la costante richiesta di preghiera.

Ci sembra giusto pubblicarla anche noi:

 

 

A tutti voi, se avete ricevuto questa lettera significa che sono ancora prigioniera ma che i miei compagni di cella (a partire dal 2 novembre 2014) sono stati liberati. Ho chiesto loro di contattarvi e darvi questa lettera. È dura trovare qualcosa da dire. Sono in un posto sicuro e sto bene (ho persino messo su peso); sono stata trattata con rispetto e la massima gentilezza. Volevo scrivervi una lettera fatta come si deve ma non so quando se ne andranno i miei compagni, se tra giorni o tra mesi, quindi potrei non avere molto tempo; inoltre riesco a scrivere solo un paragrafo alla volta perché soltanto pensare a voi mi fa piangere.b_400_0_16777215_00_images_kayla-mueller-5.jpg


Se si può dire che ho “sofferto”, in tutta questa esperienza, è solo per la consapevolezza della sofferenza a cui vi ho costretti; non vi chiederò mai di perdonarmi, dato che non merito perdono. La mamma mi ha sempre detto che alla fine della fiera quello che ti resta sempre davvero è Dio. Sono arrivata a quel punto in cui, in tutti i sensi, mi sono arresa al nostro creatore, perché non c’è letteralmente nessun altro… e grazie a Dio e alle vostre preghiere mi sono sentita teneramente cullata in questa caduta libera. Nelle tenebre mi è stata mostrata la luce e ho imparato che persino in prigione una persona può essere libera.


Mi sento grata. Ho capito che c’è del buono in ogni situazione, a volte dobbiamo solo cercarlo. Prego ogni giorno che se non altro abbiate sentito un certo senso di vicinanza con me e che vi arrendiate a Dio anche voi, e che abbiate formato un vincolo d’affetto e sostegno tra di voi… Mi mancate tutti, come se ci tenessero separati forzatamente da dieci anni. Ho avuto molte lunghe ore per pensare, per pensare a tutte le cose che farò con Lex, alla nostra prima gita di famiglia in campeggio, al primo incontro all’aeroporto. Ho avuto molte ore a cui pensare a come soltanto in vostra assenza, a 25 anni, ho finalmente capito il vostro posto nella mia vita, il dono che ciascuno di voi è per me, la persona che sarei e che non sarei se non foste parte della mia vita, la mia famiglia, il mio sostegno. IO NON voglio che i negoziati per la mia liberazione siano un vostro dovere, se c’è qualsiasi alternativa coglietela, anche se richiede più tempo. Questa cosa non sarebbe mai dovuta diventare un peso per voi. Ho chiesto a queste donne di aiutarvi, per favore cercate il loro consiglio.


Se non lo avete ancora fatto, [omissis] può contattare [omissis] che ha un certo tipo di esperienza con queste persone. Nessuno di noi poteva avere idea che ci sarebbe voluto così tanto tempo, ma sappiate che anch’io sto combattendo nei modi in cui mi è possibile e che ho ancora molta forza per lottare. Non mi sono spezzata, non mi arrenderò, non importa quanto tempo ci vorrà. Ho scritto una canzone mesi fa che dice: “La parte di me che soffre di più mi tira anche fuori dal letto, mentre senza speranza non rimarrebbe niente”. Il pensiero della vostra sofferenza è la fonte della mia, allo stesso tempo la speranza della nostra riunione è la fonte della mia forza.


Per favore, siate pazienti, offrite il vostro dolore a Dio. So che volete che resti forte. È esattamente quel che sto facendo. Non abbiate paura per me, continuate a pregare come faccio io, e se Dio vorrà presto saremo di nuovo insieme.


Con tutta me stessa,


Kayla

 

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San Valentino: cuori e regali...ma chi aspetta ancora la persona amata?

Ciao ragazzi e buon San Valentino a tutti!!!!!

Cuori, rose, cioccolati, messaggi dolci…oggi è un giorno dove l’amore trasporta le persone a diventare più buone tra di loro. In giro si vedono coppiette romantiche che passeggiano mano per mano scambiandosi regali e sussurrandosi parole dolci. I ragazzi si pensano, si abbracciano e il ricordo dei giorni scorsi passati a girare mezza città o a chiamare gli amici per farsi consigliare il regalo giusto, sembra aver acquistato finalmente un senso. Anche i social si scatenano: tutti cambiano la propria immagine del profilo FB e postano le  foto con il proprio fidanzato o fidanzata, delle loro mani unite, del regalo ricevuto.

E chi non è fidanzato? Starà nella dolce attesa che da un momento all’altro arrivi un messaggio dal ragazzo/a che sogna (soprattutto noi ragazze però!!!). È un giorno dove tutti si amano un po’ di più, dove si cerca di capire il gusto dell’altro e dove tutto diventa un po’ più magico.b_400_0_16777215_00_images_dichiarazioni.jpg

Se non avete ancora fatto un regalo e volete un consiglio, io vi direi di cercare di capire i gusti dell’altro. Ma sappiate che non c’è un regalo perfetto ragazzi! Ricordatevi se quando passeggiavate l’altro si è fermato di fronte a una vetrina o a un negozio particolare o se si è fatto sfuggire qualche cosa che desiderava. Ma se proprio non vi viene in mente nulla fate una bella chiamata di emergenza a una sua amica o amico! Se è una ragazza però pensate a qualcosa di dolce: sbaglierete difficilmente. Un bracciale con le vostre iniziali, una collana col cuore rosso, un anellino, una rosa rossa accompagnata sempre da una frase dolce che le faccia brillare gli occhi … mi raccomando!

Ho un amico che oggi  si dichiara e va sotto la casa della  ragazza con una rosa rossa e un cartellone con una dedica dolcissima… Non è romantico? Speriamo che gli vada bene!

Proprio oggi può essere il giorno perfetto per dichiarare tutto l’amore e l’affetto che provi verso la persona che ami. E poi perché non rischiare? Immaginatevi se il vostro anniversario cadesse proprio il 14 febbraio: forse non ci sarebbe data migliore!

 

Quindi coraggio! Vogliamo chiudere pensando a voi che oggi vorreste passare una bella serata con la persona che amate ma… che ancora non lo sa! Non sarebbe uno spreco sapere che, se l’altro ricambia l’amore, avete perso tempo per troppa timidezza?

Samira Polizzano 

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Dubsmash: l'App del momento

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Se avete uno smartphone, molto probabilmente conoscerete Dubsmash! Quest'app semplice e simpatica, uscita a metà novembre ed inventata da tre ragazzi tedeschi, in brevissimo tempo ha conquistato migliaia e migliaia di persone, specie noi teenagers. A fine gennaio 2015 è stata l'applicazione gratuita per iPhone più scaricata dall'App Store. Ci rendiamo conto? Più di Facebook e What's up!

Ciò che ci attira tanto è proprio la sua innovativa funzionalità.

Consiste nel doppiaggio in playback (con un massimo di 15 secondi per video) di suoni o frasi tratte da serie televisive, cartoni animati, canzoni famose. Selezionata la traccia desiderata, l'app apre la fotocamera del telefono per poter registrare il video: non vi resta che riprodurre perfettamente il labiale! Se dopo il primo Dubsmash-video ci si rende conto che il risultato è penoso, non disperatevi: potete fare subito un'altra prova.

In questo modo sarete in grado di cantare Let it go di Frozen, impersonificarvi in Goku mentre lancia un'onda energetica o magari cantare l'odiosa canzoncina della pubblicità dei budini della "mucca con gli occhiali". E se finite tutte le tracce (ma come si fa???) potrete sempre registrarne di altre usando la fantasia.

Personalmente Dubsmash mi piace un sacco, ma solo se si sceglie la traccia giusta e si recita bene, altrimenti stufa! Per esempio io ho usato battute del grande Pino Daniele, immedesimandomi totalmente, anche nella mimesi facciale, ed il risultato è stato esilarante! 

A voi invece quanto piace da 1 a 10? E quali tracce vi sono piaciute di più? Scriveteci!

 

Edoardo Porreca

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Je suis Charlie

«Je suis Charlie»: Sicuramente tutti voi avete letto questa frase che sta circolando nel web, o magari, ne avete sentito parlare tra amici, o ancora in televisione o suoi giornali. Se invece non ne avete proprio sentito parlare eccovi qui a leggere questa frase, e magari a pensare: «Cavolo, se questo argomento è stato molto discusso allora deve essere importante!». E infatti lo è, ed è un argomento molto delicato. Ma partiamo da ciò che è successo.b_400_0_16777215_00_images_charlie3.jpg

Erano le 11.30 del 7 gennaio di quest’anno quando il panico si è scatenato nella capitale francese, precisamente nella sede della rivista satirica Charlie Hebdo dove 2 uomini musulmani di origine franco-algerina sono entrati armati nel palazzo e hanno iniziato a sparare a raffica gridando “Allah è grande”. Hanno ammazzato 12 persone (tra cui il direttore del giornale, 4 fumettisti e 1 poliziotto) e hanno lasciato 11 feriti. Ma gli attentati  non sono finiti qui, infatti i 2 terroristi dopo essere scappati hanno ucciso altre 2 persone e hanno lasciato 20 feriti per poi nascondersi in una tipografia.

Contemporaneamente a questo avvenimento un altro musulmano ha ammazzato una poliziotta e ha assaltato un negozio ebraico ammazzando 4 persone. Nell’assalto finale della polizia altri 4 uomini sono rimasti feriti.

Tutto questo è finito il 9 gennaio quando alle 17 le forze armate sono riuscite a entrare nei loro rifugi e li hanno ammazzati mentre gridavano:«Vogliamo morire da martiri».b_400_0_16777215_00_images_charlie2.jpg

Ma quali sono gli antecedenti? Charlie Hebdo è una rivista satirica francese con battute molto pesanti, è capitato varie volte che abbiano preso in giro la religione cattolica, ebraica e così anche quella dell’Islam. Bisogna dire che una rivolta in qualche modo se l’aspettavano, basta leggere nei loro fumetti… Come vi ho detto, queste persone hanno cercato di vendicare la loro religione, stufi di essere colpiti dalla satira. Da una parte hanno una loro ragione: i fumettisti di Charlie non hanno avuto grande rispetto altrui e bisogna dire che «la libertà finisce quando inizia quella dell’altro».  Ma è proprio per questo che  non è accettabile quello che hanno fatto i 3 terroristi: difendersi ok, ma andare a uccidere delle persone è veramente inaccettabile. Inoltre la libertà di stampa è ai principi della democrazia, e questo attentato è andato anche contro di essa.

Tutto il mondo è coinvolto in questo momento, e in Europa tra cui in Italia è aumentata la protezione da parte delle forze dell’ordine.

Come vi dicevo però è un argomento fragile, perché noi dobbiamo cercare di metterci sul piano di tutti, e non incolpare tutta la comunità islamica, quello che dobbiamo cercare di fare è costruire una pace, dove tutti possiamo andare d’accordo, capire l'altro e non farsi del male. Si è difficile, ma ce la dobbiamo fare.

                                                                                                                                                                  Marco d’ercole

 
                                                                                                                                                           

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MATERA: capitale della cultura europea 2019

b_400_0_16777215_00_images_matera-2019.jpgMatera, Lecce, Cagliari, Perugia-Assisi, Ravenna e Cagliari. Queste le città finaliste per la scelta della capitale della cultura Europea 2019. La sfida si è conclusa qualche settimana fa quando tra la gioia dei Lucani ha vinto Matera, città che vuole riscattarsi, ha un livello di partecipazione altissimo e tanta voglia di riuscire.

Una grande occasione per il Centro, sempre troppo isolato e penalizzato. Basti pensare che è l’unica città capoluogo di provincia a non avere le ferrovie dello stato.

La domanda quindi è: «Come cambierà questa città nel 2019?».

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Call of Duty: chi ha meno di 18 anni non può giocare?

Ormai è passata una settimana dall'uscita del nuovo Call of Duty Advanced Warfare. Quanti appassionati avranno già finito il gioco che prometteva di essere una rivoluzione del settore degli sparatutto?

Anche noi di Teens ci siamo interessati e la nostra Samira ci ha scritto su un bell’articolo. Poi, però, ci siamo fermati e ci siamo chiesti: «È un videogioco violento “pegi 18”, è giusto pubblicizzarlo con un articolo se fra i nostri lettori ci sono ragazzi che hanno meno di 18 anni? Glielo dovremmo sconsigliare???”

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